Cerca
Blog

CERV 2026–2027: priorità strategiche, nuove call e opportunità per gli Enti Locali

Introduzione

Il Work Programme 2026–2027 del Citizens, Equality, Rights and Values Programme (CERV), ora pienamente operativo, si inserisce in una fase particolarmente significativa per l’Unione europea, segnata da trasformazioni sociali profonde, tensioni geopolitiche, sfide democratiche e da un rinnovato impegno a tutela dei diritti fondamentali.

Il Programma conferma la propria funzione strategica: sostenere, attraverso strumenti finanziari mirati, la promozione dei valori sanciti dai Trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali, rafforzando la partecipazione civica e la coesione sociale nei territori.

Rispetto alla programmazione precedente, il nuovo Work Programme consolida alcune priorità già emerse, ma introduce anche una maggiore attenzione alla capacità dei progetti di generare impatti duraturi, misurabili e replicabili.

L’orientamento della Commissione è chiaro: il CERV non è un programma accessorio, ma una leva centrale per sostenere la resilienza democratica dell’Europa, soprattutto a livello locale e territoriale, dove i valori europei si traducono in pratiche quotidiane, servizi e relazioni istituzionali.

 

Le priorità strategiche del CERV 2026–2027

Il Work Programme individua una serie di assi prioritari che riflettono le principali sfide politiche e sociali dell’Unione.

Al centro restano la tutela dei diritti fondamentali, il contrasto a tutte le forme di discriminazione, la promozione dell’uguaglianza di genere e il rafforzamento della partecipazione civica e democratica.

Un’attenzione specifica è dedicata al contrasto ai fenomeni di odio, radicalizzazione e disinformazione, riconosciuti come fattori che minano la fiducia nelle istituzioni e la coesione sociale.

In questo quadro, il Programma sostiene iniziative educative, campagne di sensibilizzazione, reti territoriali e azioni di capacity building rivolte sia agli enti pubblici sia alla società civile.

Accanto a questi temi, il CERV 2026–2027 rafforza il sostegno alla memoria europea e alla partecipazione dei cittadini, promuovendo progetti capaci di stimolare il dialogo intergenerazionale, il coinvolgimento dei giovani e la costruzione di una cittadinanza europea consapevole. Le priorità non sono quindi isolate, ma concepite come parti di una strategia integrata che collega diritti, democrazia e inclusione.

 

Il calendario indicativo delle call: cosa aspettarsi e quando

Uno degli elementi più rilevanti del Work Programme è il calendario indicativo di pubblicazione delle call (cfr. Sito del Contact Point Cerv Italia a questo link:  https://cervitalia.info/il-work-programme-del-programma-cerv-2026-2027-e-il-calendario-indicativo-di-pubblicazione-delle-call/), che offre a enti e organizzazioni una base solida per programmare per tempo le proprie attività progettuali.

Le call previste nel biennio 2026–2027 copriranno in modo progressivo i diversi assi del Programma, con finestre temporali distribuite lungo l’anno per favorire una partecipazione più ampia e strutturata.

Il calendario, in questo senso, rappresenta un vero e proprio strumento di pianificazione strategica perché consente alle amministrazioni di valutare per tempo quali priorità intercettare, di costruire partenariati coerenti e di allineare le progettualità CERV con altri programmi europei, come i fondi di coesione o i programmi per l’istruzione e la formazione.

Per i territori, conoscere in anticipo l’uscita delle call significa poter lavorare sulla qualità delle proposte, evitando approcci emergenziali e puntando invece su progettazioni integrate, basate su bisogni reali e su obiettivi di medio-lungo periodo.

 

Opportunità concrete per Province e amministrazioni locali

Le Province e, più in generale, gli Enti locali possono trovare nel CERV 2026–2027 un programma particolarmente adatto al proprio ruolo istituzionale.

In quanto enti intermedi e di raccordo territoriale, esse sono infatti in una posizione privilegiata per collegare politiche europee, strategie regionali e bisogni locali.

Il CERV offre opportunità sia come capofila sia come partner di progetto, soprattutto in iniziative che riguardano educazione civica, inclusione sociale, contrasto alle discriminazioni, partecipazione giovanile e rafforzamento delle competenze democratiche.

Le amministrazioni possono inoltre agire come facilitatori di reti locali, coinvolgendo scuole, associazioni, università, enti del terzo settore e comunità locali.

Un ulteriore valore del Programma risiede nella possibilità di sperimentare modelli di governance multilivello, capaci di integrare dimensione europea e azione territoriale. In questo senso, il CERV può diventare uno strumento complementare rispetto ai grandi investimenti infrastrutturali, contribuendo a rafforzare il capitale sociale e istituzionale dei territori.

 

Prepararsi alle call: indicazioni operative e prospettive

Per sfruttare appieno le opportunità offerte dal CERV 2026–2027 è fondamentale avviare fin da ora un lavoro di preparazione.

Ciò significa analizzare i fabbisogni del territorio in termini di diritti, partecipazione e inclusione; individuare partner affidabili a livello locale, nazionale ed europeo; rafforzare le competenze interne in materia di progettazione europea e gestione dei progetti.

È altrettanto importante integrare il CERV nei documenti di programmazione dell’ente, riconoscendone il valore strategico e non solo finanziario.

I progetti CERV possono infatti contribuire a migliorare la qualità delle politiche pubbliche, la trasparenza amministrativa e il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

Il Work Programme 2026–2027 rappresenta quindi non solo un’agenda di finanziamento, ma un invito a ripensare il ruolo delle amministrazioni territoriali come attori chiave nella costruzione di un’Europa più democratica, inclusiva e vicina alle persone. Saper cogliere questa opportunità significa investire sul futuro dei territori e sulla qualità della vita delle comunità locali.